Ulteriore iniziativa in opposizione al
progetto di linea e stazioni di conversione “Interconnector Italia-Svizzera –
All’Acqua-Pallanzeno-Baggio”.
Con
l’obiettivo di contrastare il progetto Interconnector, il gruppo “Cittadini No Interconnector”
di Settimo Milanese e Cornaredo e l’associazione “Salviamo il Paesaggio
Valdossola” hanno trasmesso alle Autorità Italiane (Ministeri, Regione
Lombardia e Piemonte, Comuni interessati dal procedimento) una nuova istanza
per segnalare delle circostanze poco chiare ai comuni cittadini. (leggi qui)
Dopo
il ricorso alla Unione Europea, questa iniziativa ha lo scopo di chiedere
chiarimenti e stimolare l’attività dei soggetti pubblici coinvolti. Nel testo
si elencano dei dati, che se confermati, pongono gli enti coinvolti in una
situazione di estremo imbarazzo.
I promotori
si pongono il dubbio e lo trasmettono alle Autorità riguardo “l’autorizzabilità” dell’Interconnector
Italia-Svizzera per sfioramento del limite massimo di quote programmabili di
2.500 MW previsto dall’art. 32 della Legge 99 del 2009.
A
quanto risulta ai cittadini, sembrano essere già formalmente autorizzate due
diverse opere con capacità complessiva di trasporto elettrico di 2.200 MW.
Logica deduzione è che il progetto di 1.400 MW dell’interconnector
Italia-Svizzera ecceda i limiti di legge autorizzabili matematicamente
determinabili in soli 300 MW residui.
Se
quanto ipotizzato fosse confermato, l’eventuale mancata autorizzabilità della
linea elettrica e centrali di trasformazione aprirebbe un clamoroso precedente
poiché, in tal caso, Ministeri, Regioni e Comuni avrebbero partecipato alle
attività di un procedimento costruito su una vera e propria “forzatura” di una
previsione di legge.
Il documento verrà consegnato ai parlamentari e consiglieri
regionali che appoggiano l’operato dei “Cittadini No Interconnector” anche per
un’integrazione delle interrogazioni già presentate a livello regionale e
parlamentare.
La
battaglia contro la realizzazione della dorsale ad altissima tensione in
territorio Piemontese e Lombardo e di due centrali di conversione nel comune
di Pallanzeno (VB) e Settimo Milanese (MI) estese circa 25 ettari,
nuovamente, passa attraverso evidenze
normative apparentemente disattese.

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